Omicidio Scalamandrè, la cassazione rimanda il processo alla Corte d’Appello per valutare le attenuanti

Le pene per i fratelli Alessio (condannato a 21 anni) e Simone (14 anni) potrebbero essere ridotte

La Corte di Cassazione ha nuovamente rinviato il processo d’appello per Alessio e Simone Scalamandré, accusati dell’omicidio del padre Pasquale a Genova, per una possibile riduzione delle pene. Ad aprile, la Corte d’assise d’appello di Milano aveva condannato Alessio a 21 anni e Simone a 14 anni di carcere. La Cassazione ha accolto il ricorso della difesa di Alessio chiedendo di rivalutare le attenuanti. Anche per Simone, pur respingendo la tesi della sua non partecipazione al delitto, è stata chiesta una revisione.

Il delitto è avvenuto in un contesto familiare problematico: Pasquale Scalamandré era stato denunciato per maltrattamenti e minacce contro la moglie, costretta a rifugiarsi in una comunità protetta in Sardegna. Il giorno dell’omicidio, Pasquale si era recato a casa dei figli per chiedere ad Alessio di ritirare la denuncia, ma la lite è degenerata fino al tragico epilogo. Alessio si è assunto la responsabilità del delitto e Simone in primo grado era stato assolto, ma poi condannato in appello.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.